La Campania ha puntato solo sui vitigni autoctoni. Sono stati individuati oltre 100 vitigni, un numero che non ha pari in nessuna delle aree viticole del mondo. E’ una delle regioni con produzione  prettamente bianchista vista la grande presenza di vitigni a bacca bianca presenti sul territorio, molto apprezzati anche all’estero. Vini che si distinguono per la loro freschezza, sapidità e longevità, tante sono le varietà riscoperte che con gli anni stavano per scomparire ma per fortuna grazie all’audacia di alcuni vignaioli sono ritornati a stupirci. Parliamo della Barbera, da non confondere con il vitigno piemontese, della Coda di Pecora e dell’Asprinio delle alberate aversane che vista la sua freschezza ci regala anche degli splendidi vini spumante. I punti di forza restano la biodiversità, lo stile produttivo, l’unicità e il fascino di una regione dai mille volti.  Le denominazioni DOC sono 19, a cui si aggiungono 10 tipologie classificate con l’indicazione geografica protetta (igp).

Principali zone di produzione del vino in Campania

Irpinia

La provincia di Avellino, conosciuta anche come Irpinia, si colloca nel cuore dell’Appennino Meridionale, in questa zona le principali produzioni riguardano trai vitigni a bacca rossa domina l’aglianico, insieme al  , sciascinoso, piedirosso  e piccole quantità di uve internazionali come cabernet sauvignon e merlot. Fiano e Greco in predominanza per quanto riguarda le varietà a bacca bianca, con la riscoperta negli ultimi anni per la produzione di come la coda di volpe, falanghina e altre cultivar rare come il greco musc’, anche conosciuto come roviello bianco.

Sannio

La provincia di Benevento si colloca nel cuore dell’Appennino Sannita, che è parte integrante dell’Appennino meridionale. Molto ampio, in questa area il patrimonio della biodiversità. Il vitigno a bacca rossa più diffuso è l’Aglianico, con porzioni significative destinate a Piedirosso, Sciascinoso, Barbera del Sannio (da non confondersi con quella piemontese); tra i vitigni a bacca bianca domina la Falanghina, ma uno spazio crescente nell’ultimo decennio è stato riservato a fiano, greco e coda di volpe, senza dimenticare varietà “minori” come Agostinella, Cerreto, Grieco e Moscato di Baselice.

Volturno/Matese

La provincia di Caserta è la più settentrionale della Campania e, che vede tra i principali vitigni a bacca rossa come al solito l’Aglianico e il Piedirosso, ma anche Primitivo e Pallagrello Nero. Tra le varietà a bacca bianca,  poco coltivate nel casertano, per la maggioretroviamo la Falanghina insieme al Pallagrello Bianco, Asprinio, Fiano, Greco e Coda di Volpe.

Vesuvio

Area molto vocata in provincia di Napoli con vitigni a bacca rossa , su tutti il piedirosso (anche detto Per ‘e Palummo), insieme alla guarnaccia, olivella e tanti altri rari vitigni autoctioni. In crescita ultimamente anche la coltivazione. Molto variegato anche il quadro dei vitigni a bacca bianca, tra le quali assumono troviamo la Falanghina, Caprettone (che non è la Coda di Volpe come erroneamente viene definito), Catalanesca, Biancolella, Forastera, e molto altro ancora.

Costa d’Amalfi e Cilento

Barbera, Sangiovese, Montepulciano trovano spazio nel salernitano più che in altre province, ma i vini di pregio delle varie zone sono quasi sempre ottenuti da cultivar ultra-tradizionali come Aglianico, Piedirosso, Tintore, Aglianicone, Sciascinoso e così via, molto spesso in uvaggio. Per i vitigni a bacca bianca: Trebbiani e Malvasie sono eredità delle citate politiche agronomiche proposte negli anni ’50, ma è attraverso fiano, Biancazita, Biancolella, Biancatenera, Pepella, Ripoli, Fenile, Ginestra, Greco e tante altre che si manifestano le ambizioni qualitative dei produttori del Cilento della costa d’Amalfi.

I NOSTRI VINI DALLA CAMPANIA
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