Alice è molto più di una Falanghina: è il racconto fedele e senza filtri di un territorio vulcanico unico, quello di Sessa Aurunca, alle pendici del vulcano spento di Roccamonfina. Nata da vigne coltivate secondo i principi dell’agricoltura biologica e biodinamica certificate, questa Falanghina vuole essere l’espressione più autentica e spontanea della vigna, dell’annata, del vitigno e del suolo che la genera. Un viaggio sensoriale che parte dalle sabbie vulcaniche e arriva dritto al cuore di chi beve. Fermentazione spontanea in anfora, 7 mesi di macerazione in Qvevri georgiani interrati con 10 giorni di follature manuali per estrarre colore e struttura, e infine 12 mesi di affinamento in anfora e 7 in bottiglia. Il risultato è un bianco di profondità vulcanica, complessità aromatica e purezza assoluta.
| Servire a | 12° C |
|---|---|
| Zona di Produzione | Sessa Aurunca (CE), Campania |
| Altitudine Vigne | 280 mt s.l.m. |
| Terreno | Sabbie vulcaniche con presenza di lapilli, pomici chiare e argille scure |
| Sistema di Allevamento | Guyot |
| Densità d’Impianto | 5.000 piante per ettaro |
| Vinificazione | Fermentazione spontanea in anfora. Macerazione di 7 mesi in Qvevri georgiani interrati con 10 giorni di follature manuali. |
| Affinamento | 12 mesi in anfora, 7 mesi in bottiglia. |
Degustazione
- Vista: Colore giallo dorato intenso con riflessi ambrati, luminoso e avvolgente, tipico della lunga macerazione in anfora.
- Naso: Il profilo olfattivo è complesso e stratificato. Emergono note di frutta matura a polpa gialla (albicocca, pesca, mela cotogna), scorza d’agrume candita, fiori secchi di camomilla, erbe officinali (timo, origano) e una potente vena minerale vulcanica che richiama la pietra lavica, il lapillo e la pomice. La macerazione regala sentori di tè, spezie dolci e una lieve nota affumicata.
- Bocca: L’ingresso è denso, avvolgente e verticale. La struttura è piena, sostenuta da una trama tannica fine ed elegante. L’acidità è vibrante e bilancia la ricchezza del vino, regalando un sorso teso e profondo. La sapidità è esplosiva, quasi salmastra, e allunga il finale in una persistenza minerale di rara intensità. Chiusura lunghissima, con ritorni di frutta matura, mandorla amara e una leggera speziatura. Un bianco di profondità e personalità sconvolgente.
Abbinamenti Consigliati
La sua struttura e complessità lo rendono un vino da meditazione e da grandi occasioni. Perfetto con piatti di pesce nobili e strutturati (cacciucco, zuppa di pesce), carni bianche in umido, coniglio alla cacciatora, formaggi stagionati a pasta dura. Eccezionale con la cucina campana più autentica e con piatti a base di funghi porcini e tartufo. Una bottiglia che merita di essere condivisa in momenti speciali.
Perché sceglierlo
Perché è la Falanghina nella sua forma più autentica e profonda. Lontana dalle versioni commerciali e banali, Alice racconta la storia di un territorio vulcanico di un vitigno e di una filosofia biodinamica che mette al centro il rispetto della terra.
















