Vini naturali cosa sono

-“naturale” secondo il Treccani: a. Di cosa che è in natura, che è secondo natura, conforme all’ordine della natura (…) In contrapp. a ciò che è artificiale o posticcio o sintetico

-“naturale” secondo il Garzanti: 2 che deriva dalla natura; che si ha per natura; 3 (estens.) genuino, non alterato (opposto adartificiale)

Il termivini naturaline “vino naturale” in generale fa’ riferimento ad una categoria di vini che, oltre all’adozione delle tecniche dell‘agricoltura biologica (certificata o meno) e in certi casi anche di quella biodinamica, non hanno nessuna sostanza addizionata al mosto, nessun additivo chimico e nessuna manipolazione da parte dell’uomo, è quella di vino fatto solamente con l’uva, con solo rame e zolfo per la cura del vigneto e nessun’altra aggiunta, a volte assente di anidride solforosa o presente in ridottissime quantità. Anche gli interventi sul territorio sono ridotti al minimo, per questo parliamo anche di vino del Territorio o di terroir.

Per i vini naturali oltre che in vigna anche in cantina le pratiche rimangono del tutto naturali, la fermentazione e l’affinamento del mosto avvengono con batteri e lieviti indigeni presenti naturalmente nell’uva e cioè senza l’uso di lieviti selezionati quindi con una fermentazione spontanea. Anche le temperature di fermentazione ed affinamento non vengono controllate.

Vini di Territorio

C’è un certo filo conduttore tra vini naturali e vini di terriorio, l’uno non esisterebbe senza l’altro.
Quando parliamo di vini territorio o di terroir potremmo pensare al terreno che ospita un vigneto, ma così non è. Il termine in se racchiude diversi elementi, che vanno dal clima, alla composizione del terreno, alla cultura e le tradizioni del posto. Bene, tutti questi elementi contraddistinguono il prodotto finale, rendendolo unico e piena espressione di tutti i componenti prima elencati, ecco cosa è un vino di Terroir.

Biologico, biodinamico, naturale quali sono le differenze?

Per quanto riguarda il vino biologico parliamo di unica categoria di vini regolamentata da un disciplinare della comunità europea Regolamento di esecuzione UE n. 203/2012. Il disciplinare, come per i vini naturali, vieta l’uso di sostanze chimiche di sintesi, la differenza sostanziale però si ha nella cantina in fase di vinificazione ed affinamento ed imbottigliamento, dove  il disciplinare lascia ai produttori la facoltà di utilizzare sostanze, tra cui 40 additivi, come coadiuvanti, chiarificanti, ed oltretutto l’utilizzo della solforosa consentita è di 150 mg/l per i bianchi e 100 per i rossi. Fortuna che in Italia le nostre cantine seguono la linea più biologica possibile limitandosi al massimo a chiarificare e ad usare un po di solforosa.
Per vino ottenuto da agricoltura biodinamica o biodinamico  si intendono quei vini coltivati da prodotti da viticoltori che seguono la filosofia dell’austriaco Rudolf Steiner colui che elaborò il fondatore dell’antroposofia, anche se non esiste nulla di specifico per quanto riguarda la produzione dei vini.
Lo spirito di questa pratica è quello di mantenere sempre la terra viva, di trattarla come un essere vivente, di mantenere l’equilibrio con le piante combinando calore,aria e luce. Per ottenere tutto questo si usano espedienti come il corno di letame, sovescio ed imbottigliamenti, potature e travasi nel rispetto delle fasi lunari. Per questi vini come per i naturali non esiste un disciplinare o una regolamentazione ufficiale. L’unica certificazione oggi presente è quella di Demeter che cura molta l’aspetto delle pratiche in vigna e rivendica la paternità del termine “biodinamico”.

In Italia, il protocollo Demeter sulla produzione di vino biodinamico stabilisce norme più rigide che in altri Paesi

Ecco alcuni delle principali linee guida per vinificazione biodinamica in Italia:

– la raccolta delle uve manuale;

– utilizzo di soli lievi indigeni;

– divieto di aumento alcolico tramite zuccheraggio;

– divieto di utilizzo di prodotti di sostanza animale;

– solforosa nel limite di 70 mg/l per i vini rossi e di 90 mg/l per i vini bianchi;

– divieto dell’utilizzo dei tappi di silicone;

A proposito di vini senza solfiti aggiunti e di solforosa

vini senza solfiti aggiuntiUltimamente, specie nell’ambito dei vini naturali, si sente spesso parlare di solforosa o solfiti. L’enologia moderna ritiene quasi indispensabile l’impiego dell’anidride solforosa per mantenere sotto controllo lo stato microbico e ossidativo del mosto-vino con relativa facilità. Alcuni lo ritengono quasi inevitabile per altri, a seconda delle annate e dello stato delle uve e in base ad altri fattori, cercano di ridurre al minimo o ne evitano proprio l’utilizzo.Questa sostanza però se non usata con parsimonia può dare origine a difetti “olfattivi” quelle che in ambito enologico chiamiamo spesso puzze.

Ecco qui nel dettaglio alcune informazioni più dettagliate sui solfiti nei vini.

Movimenti, Associazioni e gruppi

Ecco alcuni dei maggiori movimenti ed organizzazioni presenti in italia con lo scopo di promuovere, sensibilizzare, pubblicizzare questa tipologia di vini.

Vinnatur è l’associazione che intende preservare l’individualità del vino dall’omologazione che chimica, tecnologia e industrializzazione hanno portato nelle attività vitivinicole. Scopo dell’Associazione VinNatur è unire le forze di questi vignaioli dando a ognuno maggior forza, consapevolezza e visibilità condividendo esperienze, studi e ricerche. Altre info su www.vinnatur.org.

Triple AAA, A come Agricoltori, A come Artigiani, A come Artisti. Soltanto chi coltiva direttamente il vigneto può instaurare un rapporto corretto tra uomo e vite, occorrono metodi e capacità “artigianali” e la sensibilità “artistica” di un produttore. E questa la filosofia di questo movimento nato nel 2001 da Luca Gargano,  che ha sfilato una sorta di decalogo ed un manifesto per entrate a far parte di questo fantastico mondo. Altre info su www.triplea.it

Secondo VAN – Vignaioli artigiani naturali “la convinzione ispiratrice è che il vino continui ad essere quella risorsa alimentare corroborante e salutare come è stata conosciuta nei secoli, e non debba essere ridotto a una sorta di bevanda, alterandone e correggendone sistematicamente i costituenti”. Abbiamo iniziato a seguire questo movimento dalla sua nascita, sin dalle prime manifestazioni che si sono sempre svolta a roma a l’ex Mattatoio del Testaccio, dove piccoli vigneron si riunivano ogni anno per promuove i loro vini naturali, fino a quando nel 2016 è stata presentata una carta degli intenti con lo scopo di gettare le basi per un futuro regolamento/disciplinare da presentare in commissione europea. Per altre info  sul movimento www.vignaioliartigianinaturali.it.

Fivi è una associazione Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti ha lo scopo di rappresentare la figura del viticoltore di fronte alle istituzioni, promuovendo la qualità e autenticità dei vini italiani. La loro missione è quella di promuovere la figura del vgignaiolo che coltiva le sue vigne, imbottiglia il proprio vino, curando personalmente il proprio prodotto senza uso di additivi, concentrando la sua attenzione sulla produzione di uve sane. Altre info su  www.fivi.it.

I NOSTRI VINI NATURALI
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